Francesco Tirelli amava così tanto il gelato che almeno una volta al giorno trovava una scusa per passare davanti al carretto dei gelati di suo zio, Carlo Tirelli. «Nocciola o limone? Fragola o cannella? Cioccolato o crema?», gli domandava lo zio. Francesco, con un sorrisetto, rispondeva sempre allo stesso modo: «In che ordine, non importa».

Raccontami una storia: il gelataio Tirelli

Francesco continuò ad amare il gelato anche da ragazzino e persino da adulto. Quando fu grande si trasferì in un paese lontano, l’Ungheria, ma a Budapest, la capitale, non riusciva a trovare un gelato buono come quello dello zio Carlo.

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«Una gelateria?» gli dicevano tutti. «Qui non siamo in Italia… Chi comprerà il tuo gelato?» Ma Francesco Tirelli non si arrese. Aprì una gelateria proprio al centro di Budapest e vendette gelati a TUTTI! A Budapest c’erano anche tanti bambini che adoravano il suo gelato e uno di questi bambini era Peter.

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Passarono gli anni. Peter non era più un bambino e anche Budapest era cambiata. Le persone non erano allegre come prima: c’era la guerra e tutti avevano paura. Nessuno aveva voglia di comprare gelati, persino a Peter non andava.

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La famiglia di Peter aveva paura. Erano ebrei e in Ungheria, come nella vicina Germania, non li volevano più, sebbene non combattessero e non facessero male a nessuno. Il papà e la mamma di Peter, dopo averci pensato su, avevano deciso che era meglio nascondersi. Ma dove? Uscire era pericoloso;

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Intanto anche Francesco Tirelli pensava tra sé e sé: “Io sono italiano, non devo temere. Ma che ne sarà
dei miei vicini? Cosa accadrà alla famiglia di Peter? E alle famiglie degli altri bambini? Qualcuno deve aiutarli. Bisogna cercare un rifugio, trovargli un nascondiglio… Ci sono!” pensò Francesco. “La mia gelateria! Li aiuterò io!”

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Per lunghi giorni Peter, suo padre e sua madre, insieme ad altri ebrei, rimasero nascosti nel retrobottega della gelateria chiusa di Francesco Tirelli. Fuori nevicava, pioveva, la guerra infuriava, ma dentro il negozio erano al sicuro.

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Passò l’inverno e in primavera finalmente la guerra finì. Peter, le famiglie e i vicini che abitavano dall’altra parte della strada lasciarono la gelateria e piano piano provarono a tornare alla loro vita di tutti i giorni. E Francesco? Francesco riaprì la gelateria e continuò a vendere gelato ai gusti che tanto amava: nocciola e limone, fragola e cannella, cioccolato e crema, in tutti i formati e in che ordine non importa.

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(dd)

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