Hai preparato la valigia? Siamo in partenza verso posti straordinari che nascondono tantissime storie e curiosità! Vieni con noi?

La Storia viaggia… sui binari.
Sulla strada che va da Portici a San Giovanni a Teduccio, vicino Napoli, c’è il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa. Curiosi di sapere cos’è e perché è proprio qui?

Per rispondere dobbiamo fare un salto indietro nel tempo: è il 3 ottobre 1839 e la locomotiva Bayard (chiamata con il nome dell’ingegnere Armando Giuseppe Bayard, che la progettò) muove i primi passi sul binario che da Napoli giunge a Portici Granatello, una stazione sospesa sul mare.
Il viaggio dura circa dieci minuti e moltissimi spettatori applaudono il passaggio della prima locomotiva in Italia!

A volere tutto ciò, Ferdinando II di Borbone, sovrano del Regno delle Due Sicilie (l’Italia non era ancora un paese unito, ma lo sarebbe stato da lì a qualche anno!).
Per volere del re nacquero i binari e una fabbrica nella quale costruire e riparare le locomotive. Proprio qui, alla fine degli anni Settanta del Novecento, è nato il Museo Nazionale Ferroviario.

Oltre alla locomotiva Bayard (non quella originale ma una copia fedele!) è possibile seguire l’evoluzione dei nostri treni: da quelli a carbone a quelli a vapore, passando per le locomotive elettriche e a
diesel, senza dimenticare le carrozze passeggeri e i vagoni per la consegna della posta.
Non mancano i modellini delle stazioni e gli oggetti di uso comune in ferrovia.
Infine, puoi scoprire il “treno del presidente”: una carrozza-salone a bordo della quale hanno viaggiato in passato i re d’Italia e che ha ospitato, negli ultimi anni, alcuni presidenti della Repubblica, per viaggi di piacere ma pure di lavoro.


Paquito Catanzaro

Paquito Catanzaro lavora nelle scuole tenendo laboratori di scrittura creativa e di lettura espressiva. Non esce mai di casa senza un libro o un fumetto e tiene sempre in tasca dei post-it e una penna per appuntare idee! È tra gli organizzatori del festival Ricomincio dalle Storie e si vanta di leggere non meno di 150 libri l’anno. Ama definirsi: l’anello di congiunzione tra l’uomo e il cartone animato.











