In occasione del Giorno della Memoria, vogliamo raccontarvi una storia speciale. Il 27 gennaio è una giornata in cui, ancor di più di tutti gli altri giorni dell’anno, ricordiamo le persone che hanno sofferto durante la Seconda Guerra Mondiale e chi, con coraggio, ha fatto la differenza. Parliamo dei Giusti tra le Nazioni, veri eroi che hanno rischiato per salvare le vite di altre persone in pericolo.
Proprio così: perché non ci sono solo tante storie tristi e di dolore, ma anche storie piene di coraggio e speranza. Come quella di Ferdinando Natoni che è stato riconosciuto come uno dei Giusti tra le Nazioni. Che cosa significa? È un titolo che viene dato a chi, durante quei tempi bui, ha rischiato la propria vita per salvare gli ebrei e arriva fino a oggi come un grande abbraccio di gratitudine!

Era il 16 ottobre 1943, un giorno terribile per gli ebrei di Roma: i soldati nazisti stavano arrestando famiglie intere per deportarle. Tra queste c’era anche la famiglia Limentani, che viveva nello stesso palazzo di Roma di Ferdinando. Immaginate che paura dovevano provare: sentivano i soldati avvicinarsi e non sapevano dove scappare.

Quel giorno, il capofamiglia sentì i rumori e ordinò alla moglie e alle sue tre figlie di indossare il loro migliore vestito: mamma e papà uscirono dal portone facendo finta di nulla, mentre le ragazze si sarebbero dovute rifugiare nella casa di un ingegnere che aveva promesso aiuto in caso di bisogno e che abitava pochi piani sotto al loro. Ma questa promessa era stata fatta a troppe persone e nella piccola casa dell’ingegnere erano già nascosti altri ebrei: non c’era posto per tutte e tre le sorelle Limentani; soltanto la piccola Giuliana riuscì a entrare. Mirella e Marina, le altre due sorelle, si sentirono perdute quando però, successe una cosa che nessuno avrebbe mai immaginato: sul pianerottolo, si aprì una porta e una mano tirò dentro Mirella e Marina.

Era la mano di Ferdinando Natoni. Nel palazzo lo conoscevano tutti. Era un fascista, uno che non aveva in simpatia gli ebrei e con il quale la famiglia Limentani non aveva mai scambiato due parole, ma in quel momento di grande paura e difficoltà disse: “Non abbiate paura che a voi ci penso io: fate finta di essere mie figlie, ma non parlate, parlo solo io”.

I nazisti non furono convinti dello stratagemma e Natoni fu trattenuto per una giornata dalla polizia, ma salvò Mirella e la sua sorella!
Leggi la storia completaFerdinando Natoni non aveva superpoteri, ma aveva un cuore grande e un enorme senso di giustizia. Ricordare i Giusti ci insegna che anche un piccolo gesto può cambiare il mondo e se mai vi troverete davanti a un’ingiustizia, sappiate che, proprio come Ferdinando, potrete fare la differenza!

(dd)
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