Devi sapere che 33 anni fa tutto il nostro Paese si fermò davanti alla TV e un’edizione speciale del telegiornale diede una terribile notizia: la mafia aveva ucciso Giovanni Falcone, insieme a sua moglie Francesca Morvillo e ai tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Così, ogni 23 maggio, tutti ricordano la strage di Capaci e quell’uomo tanto coraggioso che aveva lottato per il bene!

Forse, mentre leggevi, ti sei fermato e hai pensato: che cosa vuol dire la parola mafia? E chi era Giovanni? Fin da quando era bambino, Giovanni sognava di fare il moschettiere, difendeva i deboli, aveva paura del buio, ma era sempre pronto a proteggere sua sorella maggiore: credeva che fare il proprio dovere fosse la maniera più giusta per stare al mondo. Da grande Giovanni divenne un magistrato (il magistrato è quella persona che ha il compito di far rispettare le leggi e controllare che i diritti di tutti vengano rispettati). Viveva in un’isola vivace e piena di colori, ma nonostante questo c’era qualcosa che rubava i sogni…

Il coraggio di Giovanni

E la mafia? Immagina la mafia come un mostro, un mostro che però aveva sembianze umane, si nascondeva tra la gente, usava un linguaggio tutto suo, fatto di silenzi, violenza e messaggi segreti. In pochi avevano il coraggio di affrontarlo, ma Giovanni odiava il silenzio e le azioni cattive. Ecco che insieme ad altri uomini coraggiosi cominciò a studiare che cosa faceva il mostro per cercare di scovarlo e dirgli di smetterla di fare del male al mondo e di approfittarsi della gente!

Il coraggio di Giovanni

Mancava davvero un soffio, ma ahimè, qualcuno non rispettò i patti! Il mostro ebbe la meglio e Giovanni perse la vita, mentre era in autostrada, all’altezza di Capaci, e guidava la sua macchina verso Palermo. Quella volta però, al contrario di altre, nessuno rimase in silenzio! Tutti, anche al di fuori dell’isola, cominciarono a protestare per far sentire la loro rabbia e il loro dolore.

Il coraggio di Giovanni

Se oggi quel mostro fa meno paura, è grazie al coraggio di Giovanni e di tutti quelli che hanno fatto sentire la propria voce e continuano ancora oggi a farlo, per questo non dobbiamo dimenticare!

(dd)

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